Alessandro Masnaghetti

“La Storia al telefono”

Gianni Rodari in “Favole al telefono” racconta le vicende di un rappresentante farmaceutico che ogni sera alle nove in punto chiama la figlia per raccontarle una fiaba. Noi ci siamo sentiti come quella piccola bambina, trascinati nella storia dai racconti di un papà buono che attraverso la cornetta del telefono racconta di uomini fantastici e “mappe del tesoro”.

Tutto è partito da quel fatidico 26 febbraio 2018. Sotto il Foro Boario di Nizza Monferrato veniva presentata un’opera importante: la mappatura dei vigneti del Nizza. In questa giornata affollata e carica di aspettative a parlarci della sua creatura è Alessandro Masnaghetti e lo fa in una maniera spigliata e senza troppi fronzoli, strappando anche qualche sorriso alla platea curiosa ed attenta.

Finita la presentazione ci facciamo coraggio e gli chiediamo un appuntamento per parlarci un po’ più di lui e del suo lavoro. Eccoci dall’altro capo della cornetta, in trepidante attesa di ascoltare la nostra favola che questa volta è storia vera.

Le origini del nostro famoso cartografo non sono proprio delle più classiche e nemmeno delle più fortunate: si laurea in ingegneria nucleare nel 1987, anno nel quale si è votato un referendum abrogativo indovinate proprio su che cosa?! Sul nucleare.

«Potete già immaginare quante fossero le possibilità di trovare lavoro» ci dice con ironia.
Fortuna vuole che Alessandro coltivasse diverse passioni parallele che poi sarebbero diventate il suo pane quotidiano: il vino e la cartografia.

Masnaghetti ha iniziato a lavorare nel mondo dell’enogastronomia nel 1990 e non ha più smesso. A catapultarlo in questo mondo: Veronelli in persona.
Infatti all’epoca nella sua guida dei ristoranti era possibile compilare una scheda e fare sostanzialmente una recensione; la decisione a cambiargli la vita fu quella di inviare le proprie schede a Veronelli che 15 giorni dopo, di suo pugno, scriverà una lettera di risposta invitandolo a fare due chiacchiere una volta conclusa la leva militare. Da quell’incontro ne uscirà con il suo primo incarico: parlare dei vini della provincia di Novara per la rivista “l’Etichetta”. Nel 1997 nasce Enogea, che allora era una newsletter di degustazione e in seguito la guida dei vini de “L’Espresso”.

La prima mappa di Masnaghetti risale al 1994, fatta per Veronelli Editore, analizzava i cru del comune di Barbaresco. «Gino era entusiasta di tutto e l’idea era quella di fare una carta di Barbaresco, una di Treiso e da lì proseguire» ma la mappa, forse troppo avanti per i suoi tempi, non riscosse il successo sperato e tali progetti non videro mai la luce.
Non riusciamo a nascondere una certa perplessità conoscendo quelle che sono le aspettative e la brama di oggi per i suoi lavori.
Alessandro non aveva dimenticato le sue mappe, in fondo che passione sarebbe se ci si fermasse al primo ostacolo? É nel 2007 che riprende il lavoro di mappatura realizzando la carta di Castiglion Falletto e Panzano in Chianti, sfruttando i nuovi strumenti messi a disposizione dal progresso tecnologico e digitale.

Mentre parliamo incominciamo a scoprire qualcosa di più sulla persona dietro al personaggio cercando di capire il suo approccio lavorativo, indaghiamo sui metodi ma anche sugli ostacoli incontrati e su come li ha affrontati; lui ci risponde nel suo stile, con quel modo semplice di dire cose importanti. «Bisogna prendere le difficoltà come uno stimolo e non come un problema perché ti costringono a ragionare diversamente e andare più a fondo nella questione. Se tutto girasse come un orologio si rischierebbe di diventare, in qualche modo, più superficiali, meno attenti.»

La nostra chiacchierata diventa una storia che parla di grandi personaggi, delle loro imprese e del loro modo di vedere il vino e il mondo, si parla di Gino Veronelli e del mitico Tullio Mussa persona “speciale e rara” come la definisce Alessandro, che ti faceva capire la sua passione senza fartela toccare con mano, sempre dietro le quinte e perennemente interessato più alle opinioni degli altri che alle proprie. Si parla di Giorgio Grai, di Armando Cordero e di Beppe Colla.

Cerchiamo anche di capire qualcosa di più sui suoi gusti personali ma di tutta risposta lui dice di aver imparato a “fregarsene” proprio per il suo mestiere di degustatore «I gusti cambiano con gli anni e col tempo». Il suo cuore sicuramente rimane tra il Piemonte e il Bordeaux ma non è una questione di denominazione migliore dell’altra, bisogna invece concentrarsi sulle migliori espressioni di un vino, qualunque esso sia!

Mentre chiacchieriamo emerge il confronto tra le nostre generazioni, diverse per età e vicessitudini ma legate da passioni comuni: quella per il territorio e quella per il vino.

Da Masnaghetti riceviamo ua lezione di umiltà unica. Un mito, per chi lo conosce come il grande cartografo del vino ma persona semplice e modesta. Terremmo Alessandro al telefono per tutto il giorno ma lo lasciamo al suo lavoro e torniamo al nostro sperando presto di incontrarlo e sentire un’altra “storia al telefono”.

 

 

 

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