“Un ospite a cena” – I Formaggi di Moasca

Ad ogni appassionato di vino che si rispetti due cose non devono mai mancare in casa oltre ad una buona bottiglia di vino: cavatappi e formaggio. Quest’ultimo, semplice da reperire è spesso non troppo caro è anche molto comodo da impiattare, specialmente quando a casa aspetti l’arrivo di un’orda di barbari e assetati amici, il formaggio risulta essere l’alimento più versatile da abbinare. Facile allora diventare assidui frequentatori di gastronomie e caseifici. I vostri Brothers non fanno eccezione.

Pensando a chi fosse giusto “invitare a cena” non potevamo che dare un’occhiata al nostro tavolo e renderci conto che con noi c’è sempre stato un ospite fisso, protagonista nei nostri taglieri. Abbiamo deciso di raccontarvi la storia di chi indirettamente ci ha fatto compagnia a più di una cena.

Marco Francesconi ha 26 anni e insieme alla zia gestisce “I Formaggi di Moasca” una piccola Azienda Agricola situata proprio in questo bellissimo paesino del Monferrato. Qui un piccolo caseificio e centinaia di animali: capre, galline, oche, un pavone, cavalli, svariati gatti, un asino bianco, un poni, conigli e anche una mascotte di tutto rispetto: una maialina di nome Matilde.

Di solito passiamo qui di corsa tra una visita in cantina e una cena ma oggi ci siamo presi del tempo per fare un giro in azienda e due chiacchiere. Dopo aver fatto due foto di rito ai capretti ci sediamo con Marco e gli chiediamo di raccontarci di più su questo posto.

«L’azienda è nata 6 anni fa come allevamento cavalli per volontà di mia zia, già veterinaria nel mondo dell’ippica, poi la decisione di farne qualcosa di più, qualcosa che sul territorio non fosse ancora presente. Siamo partiti da 15 capre, ora ne abbiamo 150».

Marco è arrivato qui tre anni fa con altri progetti in cantiere, studiava per diventare infermiere e viveva a Pinerolo. Poi la decisione di venire qui ad aiutare la zia per uno di quei classici lavoretti estivi, salvo poi riscoprire in questa tenuta una grande passione che l’ha portato ad imparare sempre di più e quindi acquistare maggiore sicurezza: «E’ stata l’idea di avere qualcosa di mio, di potermi in qualche modo autogestione a motivarmi ulteriormente» ci conferma Marco.

I sacrifici sono tanti e “gli animali non vanno in vacanza” ma al nostro giovane amico tutto questo non pesa quanto l’idea di passare la vita a fare turni in reparto, nemmeno ad agosto quando la maggior parte di noi sguazza sulla riva di qualche spiaggia e lui è alle prese con la stagione più produttiva delle capre. Il suo non è semplicemente un mestiere, ma un autentico stile di vita.

Ciò che ci colpisce di marco è il sorriso. Quello che ha quando ti accoglie, che sia sera o mattino, che faccia caldo o freddo, che sia indaffarato o meno, quindi a maggior ragione siamo felici di sapere che questo piccolo paradiso diventerà a breve una Fattoria Didattica. Marco è una bella persona e un bell’esempio per i bambini che qui si staccano dai loro telefoni per rincorrere la povera Matilde che si nasconde tra le siepi. Questa è un’azienda giovane e tutti i ragazzi che collaborano con marco hanno tra i 25 e i 40 anni e anche questo ci sembra un bell’esempio per chi in futuro passerà di qui.

Questa però non è solo un’allegra fattoria, è anche un caseificio. Marco i formaggi ha imparato a farli qua, ascoltando chi prima di lui ne aveva fatti e sperimentando giorno dopo giorno.

«La cosa che mi piace del mio caseificio è che abbiamo una linea molto vasta di prodotti pur essendo una piccola azienda. Spaziamo dalla famiglia lattica, quella delle robiole e dei caprini freschi per intenderci, alla famiglia presamica: taleggio, blu di capra etc, lavorazioni più complesse e stagionate»

Il frigo del negozio è carico di prodotti, dal latte allo yogurt. Il latte di capra prodotto qui è molto delicato, diverso da quelli che popolano i vari supermercati. Il loro “segreto” è il lavoro a monte: l’igiene, la pulizia e l’attenzione con cui si lavora, partendo dall’alimentazione stessa delle capre; tutto questo fa sì che il loro latte abbia una carica batterica bassissima. In questa azienda si lavora a “metro 0”, niente spostamenti, camion frigo e soprattutto niente latte dall’esterno.

«La lavorazione è artigianale, fatta a mano e con occhio attento, guidato dall’esperienza». Vero che il prodotto cambia ma è questo il bello, un prodotto non standardizzato, mai uguale a se stesso e amato da chi ne sa apprezzare il carattere in continua evoluzione.

Se un prodotto lo si fa, bisogna anche venderlo e qui entrano in gioco i clienti: abituati a prodotti in serie che popolano a centinaia gli scaffali, con prezzi ridotti perchè di scarsa qualità anche se in pacchetti dorati. Nonostante le prime difficoltà però chi ha assaggiato o assaggia i suoi prodotti non può far altro che ritornare e così il lunedì e il giovedì, i giorni in cui il latte è più fresco, i clienti fanno la coda. Privati, piccole rivendite, agriturismi e qualche ristorante. La clientela di Marco si sta espandendo, grazie alla qualità del prodotto ma anche grazie ad una maggiore cultura sul latte di capra, un nettare adatto a chi è intollarante al lattosio o soffre di colesterolo alto. Difficile il rapporto con la grande distribuzione che offre prezzi ridicoli, quasi offensivi, e ricerca cibarie a lunga scadenza mentre nei suoi prodotti dei conservanti non c’è neanche l’ombra.

Come sempre perdiamo il senso del tempo e fuori è già buio. Soddisfatti della chiacchierata ci alziamo e ci dirigiamo verso l’uscita a passo lento. Da Marco abbiamo addocchiato degli agnolotti di capretto che ci ispirano per la cena, facciamo incetta di prodotti e andiamo a casa ripensando alla giornata di oggi, a farci compagnia stasera un’ottima bottiglia di “Poggio Lombrone” Montecucco Sangiovese Riserva 2012 del Castello Colle Massari.

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